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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Dipende da chi cerchi

Non sono esperto di orologi. Come per i cellulari, ne portavo uno da due soldi giusto per sapere l’ora. Ho smesso di portarlo quando mi sono reso conto che passavo le giornate di lavoro davanti a un computer, sul quale vedevo l’ora in ogni momento.

Non sono neanche esperto di computer da polso. Ancora non esistono. O meglio è uscito qualcosa, ma appare evidente che – Apple o meno – lo smartwatch che sia tanto smart quanto watch lo dobbiamo ancora vedere.

Di conseguenza sono rimasto sbigottito nel leggere l’articolo di Jon Bell, redatto prima degli annunci Apple. In questo passaggio:

Per anni, apparecchi come Pebble sono stati progettati con una sagoma quadrata o rettangolare. Di recente abbiamo visto circolare smartwatch circolari, ma l’apparecchio con le recensioni migliori, Moto 360, non riusciva a riempire l’intera superficie circolare. La gente lo chiama Moto 270. Ho letto una dichiarazione di uno che lavora nel team del 360, secondo il quale riempire l’intera circonferenza è un compito ingegneristicamente impegnativo.

Non so che successo avranno o non avranno gli Apple Watch. Di certo potrei scommettere qualsiasi cifra sul fatto che mai uscirebbero con una parte di schermo vuota. E se fossero stati circolari, gli ingegneri a Cupertino avrebbero provato magari a spostare l’asse terrestre, pur di riempirli. Se Apple merita una fama, è esattamente quella di lavorare per rendere facili le sfide difficili e reclutare le persone migliori a questo scopo. Certo, poi magari costa un po’ di più. Ma lo schermo è pieno.