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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Una app con cui parlare

Era fine gennaio quando cedevo la parola a Rossy KK, che raccontava dell’intersezione tra mondo Apple e mondo dei non vedenti.

Mi ha scritto – indirettamente – anche a maggio e colpevolmente non sono riuscito a prendere in considerazione il suo messaggio fino a ora.

Lo riporto comunque, con più chiavi di lettura. La prima è la conferma su quali siano i migliori apparecchi possibili per chi deve fare a meno, parzialmente o completamente, della vista; la seconda è ricordare a chiunque ne traesse beneficio dell’esistenza di comunità che facilitano l’utilizzo della tecnologia a chi non vede grazie all’incontro con chi condivide la medesima condizione; Internet dà problemi di privacy e però rappresenta anche una risorsa sensazionale, a usarla bene.

L’ultima chiave di lettura è che l’impegno di persone non vedenti possono portare alla realizzazione di una app. Quando non riusciamo a fare una cosa con un Mac o con un iPad, dobbiamo mettere in conto prima il tempo che gli abbiamo dedicato e solo dopo il resto. Si tratta di imparare, e volere.

Il testo che segue è tutto di Rossy KK.

La nostra è una comunità di utenti Apple che ha la particolarità di essere formata da, e rivolta a, persone cieche e ipovedenti utenti di Mac, iPhone e iPad.

Il nostro nome è Universal Access e siamo la comunità più numerosa e longeva di utenti Apple italiani con disabilità visiva.

Da quando esistiamo, il nostro obiettivo è sempre stato quello di diffondere e scambiare esperienze e conoscenze relative all’uso dei dispositivi Apple da parte degli utenti e appassionati ciechi e ipovedenti come noi. I tutorial e podcast presenti sul nostro sito, così come i momenti formativi a contatto diretto con gli utenti, che abbiamo organizzato o a cui abbiamo partecipato, e la nostra mailing list, nascono tutti da questo obiettivo.

Le persone non vedenti per utilizzare i computer, smartphone e tablet hanno bisogno di un software particolare di lettura schermo che traduca i contenuti visivi del display in messaggi verbali comunicati via sintesi vocale; mentre gli ipovedenti hanno bisogno di software d’ingrandimento dei contenuti dello schermo.

La Apple è stata la prima azienda informatica mainstream ad integrare questi software specifici per disabili visivi nei propri prodotti, per la filosofia da lei definita di accesso universale. Secondo questa filosofia, anche gli utenti disabili devono essere in grado di usare un Mac o dispositivo iOS con semplicità fin dalla sua prima accensione, senza bisogno di aggiungere e comprare ulteriore software o hardware.

L’accesso universale introdotto dalla Apple per noi è stato una novità entusiasmante, e ci ha dato la spinta e la motivazione per far nascere Universal Access.

Oggi il nostro sito è anche un’app per iOS, chiamata UABlog.

L’app permette agli utenti disabili visivi di navigare con facilità il nostro sito, di scaricare i materiali da noi prodotti (tutorial e podcast) e di consultarli anche off-line.

Inoltre dall’app si ha accesso alle dirette che trasmetteremo in streaming, sempre incentrate sul tema dell’accessibilità dei prodotti Apple per gli utenti disabili visivi.

Saremmo felici se ci vorrete aiutare a far conoscere questo spazio che può tornare utili agli utenti con problemi visivi alle prime armi con i prodotti apple.

Vi ringraziamo in anticipo per la vostra attenzione e rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti.

Firmato, lo staff di Universal Access: Fabio Strada, Rossy KK, Giovanni Lo Monaco e Guglielmo Boni