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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Continuità nella diversità

Giusto ieri ho partecipato a una chiacchierata sugli ultimi progressi della piattaforma Adobe, organizzata da Burson-Marsteller Italia e tenuta dal sempre impeccabile Matteo Oriani.

Ho registrato audio e preso appunti per due ore soprattutto su Photoshop e il rapporto tra gli strumenti di Creative Cloud su Mac e i loro contraltari su iOS.

Una delle notizie del giorno era in parte la disponibilità di nuove app Adobe per iOS (e al momento solo iOS), come Photoshop Mix, Adobe Line e Adobe Sketch, soprattutto il fatto che queste app siano realizzate con un nuovo Software Development Kit il quale diventerà pubblico in autunno e permetterà agli sviluppatori indipendenti di ampliare le possibilità del software con una libertà senza precedenti.

Più di questo: chi era presente ha visto concretizzata la possibilità di iniziare l’editing di una immagine su iPad, per dire, e riprenderlo all’istante su Mac nello stesso punto in cui lo abbiamo lasciato sulla tavoletta.

Ricorda niente? A giugno Apple ha dimostrato Handoff che è praticamente la stessa cosa per il software di serie su Mac e iOS che debutterà in autunno.

Non è una questione di copia o di chi sia arrivato prima: sviluppi software di questo genere non si compiono da un mese a quell’altro. Invece è questione di evoluzione e direzioni di sviluppo. Se l’idea della continuità tra le operazioni desktop e quelle mobile trova applicazione in due ecosistemi importanti e complementari come Apple e Adobe, per molti versi paralleli, significa che è una strada quanto meno promettente.

Strada che per altri ecosistemi è ancora pura utopia.