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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Smistamento digitale

Ben Thompson ha scritto un bell’articolo su Stratechery con le proprie aspettative per Wwdc, il ritrovo globale di chi programma cose Apple.

Trovo interessante la visione che vuole iPhone come nuova incarnazione del digital hub, il centro di smistamento della vita digitale, che una volta era Mac e poi è passato a essere nelle intenzioni iCloud.

Qui tuttavia non si parla di dati ma di interazione con gli apparecchi che abbiamo attorno e non sono necessariamente computer ma anche auto (CarPlay), audio (l’acquisto di Beats), elettrodomestici (si vocifera di qualcosa legato alla smart home, la casa intelligente) più naturalmente l’inevitabile televisore, orologio e chi più ne ha.

Android presuppone invece un mondo modulare dove gli apparecchi si parlano tra loro relativamente e non c’è un vero e proprio smistamento, perché tutto è delegato a un’idea di cloud basato su standard attraverso il quale avviene il dialogo.

Situazione ideale quando il mercato è maturo; quando non lo è, come abbondantemente ora, avviene una compartimentalizzazione. Ogni apparecchio parla con qualcuno o qualcosa, ma non con tutto e finisce come in una metropoli piena di quartieri periferici in assenza di un governo centrale, laddove ci sono quartieri ottimi, altri pessimi e manca il dialogo.

Un giorno gli standard saranno più evoluti e metteranno in crisi una proposta integrata come quella di Apple. Ma non è oggi e neanche questo biennio.