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Il lavoro sporco

Ci sono dubbi e perplessità su che cosa significhi la scelta di Microsoft di pubblicare, alfine, Office per iPad. La spiegazione più chiara che ho trovato è quella di Jesper. La rendo in italiano.

Quando Satya Nadella [il nuovo amministratore delegato di Microsoft] afferma che Microsoft deve raggiungere il pubblico attraverso tutte le piattaforme, quello che mi resta in mente è come tutt’e due le persone prima di lui nel ruolo abbiano sostenuto veementi che quelle piattaforme le avrebbero dominate. Il supporto di Mac era una conseguenza del passato e un errore che non sarebbe stato permesso un’altra volta. Ora Microsoft dà priorità ad altre piattaforme rispetto alla propria e supporta meglio altre piattaforme rispetto alla sua.

Ballmer e Gates [i precedenti amministratori delegati] pensano che perdere la guerra delle piattaforme, non essere più i più grossi e quelli che nessuno-ha-mai-perso-il-posto-per-avere-scelto-Windows, significhi la fine di Microsoft come la conosciamo, e possono avere ragione. È anche l’inizio dell’unica Microsoft che possa tamponare le ferite e ripartire. Il tempo dove si poteva scegliere è passato da molto. Ora è questione di sopravvivenza. Nadella forse è più libero di doverselo figurare come lo sminuire il lavoro di una vita e ha scelto l’accettazione.

Resto convinto che prima di provare compassione per Microsoft, l’azienda debba ridimensionarsi ancora molto, molto, molto. Detto questo, è esattamente così: alla strategia ballmeriana Windows Everywhere, Windows ovunque, che avrebbe trascinato l’azienda all’irrilevanza, è stata preferita la strategia di essere rilevanti – o provarci – anche dove Windows non c’è.

Chiamo a testimoniare un post dello scorso anno che ne riprende uno di due anni fa. Cacciato Ballmer per manifesta cecità verso i fatti, ora il suo successore si ritrova il lavoro sporco da fare: tenere rilevante Microsoft in un mondo che ne può fare tranquillamente a meno. Ora dovrò impegnarmi per riuscire a farne a meno pure su iPad, dopo Mac. Ma la volontà non manca.