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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Il senno di pochi

Non c’è da essere orgogliosi di avere visto quello che è evidente. Due anni fa scrivevo che Microsoft era chiusa in un angolo con la faccenda di Office per iPad, perché come si muove manda in fumo la strategia che l’ha nutrita finora.

Ora Ben Thompson, alla fine di una analisi ben più articolata e profonda della mia, conclude su stratēchery che Microsoft dovrebbe abbandonare i device e darsi al service: chiudere con i Surface e i telefoni comprati a Nokia, per impegnarsi a essere presente con i propri prodotti ovunque, da iPad a Android a quello che vuole. Accettando di lavorare in onesta e virile concorrenza con altri sistemi operativi e altro software.

Lo stesso Thompson ricorda Steve Jobs appena tornato in azienda, a dire pubblicamente come ci fosse da chiudere con l’idea che Apple potesse vincere solo al prezzo della sconfitta di Microsoft. Il punto era fare grandi prodotti e collaborare dove opportuno, o necessario. Ci toccò Explorer su Mac, ma fu l’inizio della rinascita di Apple.

Così Microsoft, anche se sembra incredibile ora e anche se ci vorranno anni, se non si decide a supportare iOS in modo valido – per non parlare di Android – perderà terreno.

Le parti del 1997, diciassette anni dopo, si sono capovolte e la cosa più incredibile di tutte è il numero tremendamente scarso di persone che coglie la vastità e l’importanza della cosa.