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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Panta rei

L’editore ha deciso di passare a una produzione completamente interna del mensile e pertanto il numero 17 di questa reincarnazione di Macworld sarà l’ultimo con sopra un mio editoriale.

In attesa di capire se questo aggiunga un valore di collezionismo al numero stesso o lo deprezzi o lasci le cose esattamente come stanno, ringrazio chi di dovere per tutta l’esperienza che ho avuto modo di vivere.

Se l’editoria da edicola fa più fatica che in passato è solo segno dei tempi, con le spiegazioni più composite. Dal lato degli editori, la cosa che si fatica di più a capire è come serva la qualità, a tutti i livelli (senza alcun riferimento specifico al tema di oggi), e come i meccanismi semiautomatici che hanno governato il settore fino a oggi stiano diventando boomerang. Gli editori che sopravviveranno saranno quelli con il coraggio di provare cose nuove, non dare niente per scontato, pensare a misure diverse dal taglio dei costi fine a se stesso (sempre senza riferimento specifico).

Tutto scorre e ci attende un 2014 tecnologico interessante e pieno di vita, Macworld o meno.