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Uno software: Google ha mostrato come un browser di oggi possa tranquillamente emulare un Amiga 500.

Serve Chrome per questioni di architettura, non di prestazioni. Nel 1985 era un computer potentissimo perché aveva il multitasking incorporato nell’hardware, così come la sintesi vocale; in molti studi televisivi si rischia ancora oggi di trovare un Amiga 500 in uso per creare sovrimpressioni, perché trent’anni fa lo faceva all’avanguardia a un prezzo imbattibile. Adesso sta in una finestrella tra le cento sul mio schermo.

Se Amiga naufragò fu a causa di Commodore, tutta concentrata sull’hardware per dimenticarsi del software, di rara approssimazione se paragonato a Mac o anche agli Atari dell’epoca. Altro discorso, comunque.

E uno hardware: che cosa si deve provare a portare su Internet un Mac Plus del 1986? La faccenda è meno facile di quello che si possa pensare e l’elenco degli ostacoli superati è degno di attenzione.

Il fascino, ventisette anni dopo, rimane.