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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

L'arte di non averne

Mi arrabbio quando vedo la gente applicare regole di buonsenso in tutto il resto della vita e, giunta all’informatica, capovolgerle senza motivo.

Ogni regola ha però la propria eccezione. La grandezza di un iPad, per fare solo un esempio, è di non avere uno scopo. E per questo poterne avere infiniti.

Non si spiega altrimenti la possibilità per il britannico Kyle Lambert di creare il suo incredibile ritratto di Morgan Freeman.

La stessa possibilità che ha LeAnn Rimes di creare un videoclip musicale facendo scattare a iPhone ottomila immagini animate a passo uno.

La stessa possibilità che abbiamo noi di usare iPad anche solo per giocare a Lords of Waterdeep, oppure fare musica, o scrivere un libro o immortalare il gatto di casa mentre rovescia l’albero di Natale.

È sempre lo stesso identico iPad o iPhone. E questa nozione dà le vertigini.