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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Io giro intorno al mondo

Lavorando al prossimo libro su OS X – che sarà pronto in tempi piuttosto rapidi – mi sono imbattuto in cose già viste e mai abbastanza segnalate.

Il primo Multiuser Dungeon (Mud) della storia, British Legends. E il primo Mud italiano, Neonecronomicon.

Pioneers, clone di The Settlers of Catan che fa venire voglia di (re)installare Fink apposta.

E poi l’attualità a contorno delle giornate. La guida rapida per creare sfondi scrivania adatti a sfruttare l’effetto parallasse di iOS 7.

Il comune di Cupertino, California, che discute l’approvazione definitiva del nuovo campus a ciambella di Apple. Nel frattempo la multinazionale americana, centocinquanta miliardi di dollari l’anno, centinaia di milioni di apparecchi venduti, oltre settantamila dipendenti, verso il quattrocento negozi in tutto il mondo, scrive lettere ai futuri vicini di casa per stimolare la loro partecipazione in positivo al processo di approvazione.

Ed esce un aggeggio Android che riconosce le impronte digitali, proprio come iPhone 5S. Ecco, non proprio come:

Per prima cosa, [il lettore] è posizionato esattamente nel posto sbagliato. Immediatamente sotto l’obiettivo, bisognoso di una spazzata per essere attivato, praticamente invita a sporcare la fotocamera ogni volta che ci si voglia identificare. La necessità di una spazzata verticale è ugualmente problematica, perché la posizione naturale della mano chiede un movimento scomodo. Inevitabilmente questo porta al mancato riconoscimento dell’impronta.

Solo l’inizio. Android non finirà mai, di stupire.

E adesso sotto con le bozze.