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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Le vere ragioni

Sono grato a Fabio che mi segnala un interessante articolo di Farhad Manjoo su Internazionale: Windows è morto.

Singolare perché arriva a una conclusione corretta pur procedendo spesso in base a presupposti sbagliati. Ecco qualche puntino sulle i.

Il software aveva un volto, che restava impresso nella memoria degli utenti. Una volta imparato a usare un pc basato su Windows, si poteva usare qualunque altro pc che girasse su quel sistema operativo.

Sembra dall’analisi di Manjoo che sia stato Windows, il software, a vincere la battaglia tra i computer. Non è vero; è stato l’hardware. Windows, quando tutto si è deciso, non c’era o faceva ridere. L’evento decisivo è stato l’avvento dei cloni, i computer che facevano funzionare il Dos – mica Windows – esattamente come sul Pc Ibm. Questo scatenò la guerra dei prezzi e l’ubiquità del Pc. Senza i cloni, il Pc sarebbe rimasto una piattaforma proprietaria, esattamente come Apple ][ e Mac. Quando arrivò Windows 95, conobbe una enorme diffusione: su Pc che erano già stati acquistati senza che Windows fosse un fattore e su Pc nuovi venduti perché erano Pc, non perché avevano Windows! E perché avevano un prezzo stracciato.

Come la Apple ha dimostrato, nel mondo dei dispositivi mobili l’hardware può produrre tanti profitti quanto il software.

Nell’ultimo trimestre 2012, Apple ha totalizzato da sola quasi metà di tutti i profitti del mercato Pc. Vendendone il cinque percento. Apple ha dimostrato qualcosa anche nel mercato Pc.

Forse, quando i criteri di design per realizzare un buon telefono o un buon tablet saranno noti, molte aziende li imiteranno e l’hardware diventerà nuovamente a buon mercato. È questo che non piace alla Apple.

Realmente? Abbiamo appena visto che nei Pc, dove questo accade, Apple se la cava piuttosto bene.

A un certo punto i componenti per dispositivi mobili diventeranno tanto perfetti ed economici che uno smartphone da cinquanta dollari potrebbe funzionare bene quanto uno da cento o da duecento.

Come accade con le auto, mercato vecchio di oltre un secolo: la macchina da diecimila euro funziona bene quanto quella da ventimila. Veramente? Questa affermazione veleggia verso l’ingenuità.

(il timore che l’hardware si riduca a merce a basso costo è il motivo per cui il valore delle azioni della Apple sta scendendo)

La discussione sul tema può essere lunga, ma certo la risposta non è così sciocca. Altrimenti dovremmo pensare che quando le azioni salgono, è perché non si ha timore che l’hardware si riduca a merce a basso costo. Le azioni, peraltro, in questo momento sono più o meno stabili. Le paure si sono livellate? Via, in gioco c’è altro.

Il sistema operativo per dispositivi mobili di Google (basato su Linux, il sistema open source che nei sogni dei suoi ammiratori avrebbe annientato Windows) è gratuito. Qualunque produttore di telefoni cellulari può usare e modificare Android a suo piacimento. Questo spiega la sua quota di mercato, pari quasi all’80 per cento, stando ai dati della International Data Corporation.

Non ci capiamo. Android è diventato ubiquo perché era l’unico sistema operativo disponibile, non perché era gratuito! Microsoft, sorpresa dall’improvvisa obsolescenza di Windows Mobile, ha avuto niente da offrire per oltre un anno. Apple non concede in licenza iOS. C’era solo Android. Che, se fosse stato venduto in licenza, sarebbe stato adottato ugualmente. La prova? Praticamente tutti i costruttori pagano moneta sonante a Microsoft per ogni apparecchio Android che vendono, allo scopo di evitare cause giudiziarie per questioni di brevetti. Android non è gratuito!

Detto ciò, è un buon articolo, che merita la lettura. Solo qualche precisazione.