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Un nuovo backup

Preso atto della realtà delle cose, il mio nuovo backup Time Machine è un Rugged Triple LaCie.

Capacità un terabyte, per offrire un’ottima copertura oggi e una copertura decente un domani che avessi un disco di sistema più capiente degli attuali 320 gigabyte.

Tripla interfaccia: oggi FireWire 800 principalmente per lasciare libere le porte Usb, domani probabilmente Usb 3.0, comunque Usb 2.0 per tutti i casi di emergenza. Niente Thunderbolt: aumenta inutilmente i costi attuali, per un disco di backup dove la velocità ha rilevanza zero. Difatti ho scartato la versione veloce da 500 gigabyte, a favore della capienza doppia. Neanche considerata l’opzione Ssd, inutile su un disco di backup e buona solo ad alzare i costi.

Portatile, autoalimentato, per fare tutto da solo in modo il più possibile invisibile. La mia attenzione al backup deve essere zero, visto come il computer possa occuparsene al cento percento.

Devo ancora spacchettare il tutto. Unica lamentela, a prescindere: so già che passerò i primi venti minuti a cancellare, disattivare, neutralizzare tutto il software lodevolmente incluso da LaCie. E la protezione dei dati, e dieci gigabyte di cloud, e automazione del backup e chissà che cos’altro.

Sono tutte funzioni automatiche oppure che risolvo su un Mac standard con un clic su una casella. Sarò vecchio stampo eppure un disco rigido preso per fare backup ha da funzionare come backup. E se domani uscisse una edizione che fa risparmiare un centesimo sul prezzo in cambio della rinuncia a tutto il software di bordo inutile, la perseguirei con tutte le mie forze, in nome del principio e non del risparmio.