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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Provocazione Final

Molti professionisti del video sono rimasti a dire poco scontenti dalla pubblicazione di Final Cut Pro X da parte di Apple.

Il prezzo è sceso da 999 euro a 239,99 euro, ma Apple ha fatto esattamente come con iMovie anni fa: ha ricominciato da zero presentando un prodotto con innovazioni interessanti e grandi prospettive di crescita, ma mancante di moltissime funzioni presenti nella versione precedente, Final Cut Pro 7, e alle quali i professionisti erano abituati.

Proprio come con iMovie, la prospettiva è – per chi non può fare a meno di quello che manca – restare con il vecchio aspettando che il nuovo arrivi a livello di qualità equivalente, buttarsi sul nuovo per tutto quello che può fare e tenersi stretto il vecchio nel periodo di transizione, oppure naturalmente cambiare prodotto.

Non sono preparato sul video professionale e ho visto pezzi contrastanti su Internet. Certe mancanze sono evidenti e Apple ha pubblicato una pagina per spiegare quando verranno colmate quelle più lamentate. D’altro canto la base di codice era stravecchia e il nuovo prodotto è stato finalmente realizzato a 64 bit, pronto a crescere per i prossimi dieci anni. In molti hanno criticato alcune funzioni mancanti che non lo erano in realtà ma si ottengono in modo differente. Altre funzioni invece sono evidentemente inadeguate. Eccetera.

La provocazione è questa: a volte la rottura è necessaria per preparare il nuovo ed evidentemente la mole di lavoro necessaria e ricostruire il prodotto non ha consentito – subito – di portarlo a livelli di qualità soddisfacenti. D’altronde, però, con la pura conservazione dell’esistente non ci sarebbero mai i salti di qualità. Più che discutere ragioni e torti, un professionista non dovrebbe prendere freddamente atto della situazione ed elaborare una strategia, di transizione, di rottura con il passato, di abbandono del prodotto in favore di qualcos’altro, di mantenimento di Final Cut Pro 7 per un anno in attesa di vedere che cosa succede, insomma una semplice strategia qualunque, senza sentirsi necessariamente abbandonati o traditi o presi in giro quasi come se Apple non avesse lo stesso interesse a vendere Final Cut che loro hanno eventualmente nell’acquistarlo?