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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

La presa di sale

Riassumo la situazione del caso iPhone 4 e del death grip, la presa della morte, che fa cadere il segnale, su ispirazione di un commento di Matt e in generale, perché almeno una modesta paginetta web non funzioni alla rovescia come sta facendo il mondo.

Anticipo la sintesi: bufala mediatica. Spiego il perché a chi abbia un quarto d’ora da perdere e perché la situazione complessiva fa restare di sale.

Improvvisamente è diventato notizia che il cellulare perda segnale se la mano ostacola il lavoro dell’antenna. Ma dove vivevano tutti, negli ultimi quindici anni? C’è gente che con il cellulare vive in simbiosi e non ha mai considerato le tacche prima del death grip. Adesso le tacche sono diventate il nuovo status symbol.

Nelle istruzioni abbinate ai cellulari è tipicamente scritto di non porre le mani sull’antenna.

Il contatto con la superficie dell’antenna può influire sulla qualità della chiamata e costringere il telefono a consumare più potenza di quella necessaria. Evitare il contatto con la superficie dell’antenna quando il telefono è in uso ottimizza le prestazioni dell’antenna e l’autonomia della batteria.

iPhone 4? No, Droid Eris Htc. O Nokia 2320, se si vuole. Primo sintomo che trattasi di bufala mediatica: Nokia ha sbertucciato Apple dichiarando che i propri cellulari si possono tenere in mano come si vuole. Libertà smentita dai libretti di istruzioni Nokia. Marketing, comunicazione, immagine: la realtà non c’entra.

Ostacolare con le mani l’azione dell’antenna fa perdere segnale e di conseguenza, nelle zone dove c’è poco segnale, può cadere la linea. Fa parte della vita quotidiana. Improvvisamente la gente ha scoperto che può anche filmare il fenomeno, già vissuto da innumerevoli persone in innumerevoli situazioni su innumerevoli telefoni e che fino a ieri però non era degno di interesse.

C’è veramente bisogno di guardare un filmato YouTube per capire che se c’è poco campo e si interferisce con l’antenna può cadere la linea? Uno si dovrebbe vergognare, tanto è ovvio. Naturalmente, a beneficio dei semplici, i filmati abbondano. Palm Pre, Droid Htc, Nexus One, BlackBerry Bold 9650, Samsung I9000 Galaxy S, Evo Htc, Android G1, E71 Nokia, Vibrant e Captivate Samsung e chi più ne ha. Marketing, comunicazione, immagine: Rim (BlackBerry) ha risposto sdegnata che le affermazioni di Apple su BlackBerry e antenna-mano-segnale sono inaccettabili; eppure YouTube le conferma. Un dirigente Samsung ha dichiarato sarcastico a un giornalista di InformationWeek che i Galaxy S si impugnano a piacere senza problemi. I video smentiscono.

Apple ha dichiarato pubblicamente una cosa ovvia e stranota: la mano sull’antenna degrada il segnale e se il campo è poco può cadere la linea. È passato come un atto di arroganza, una giustificazione ingiustificabile, un tentativo ignobile di mascheramento. Domani magari dirà che i mouse Bluetooth hanno bisogno di cambiare batterie ogni tanto e probabilmente scoppierà uno scandalo planetario, e tutti su YouTube a mostrare il proprio mouse Bluetooth.

Marketing, immagine, comunicazione: Apple ha mostrato le proprie infrastrutture di controllo e di collaudo. Diciassette camere anecoiche, investimenti per oltre cento milioni di dollari, test che sfiorano la fantascienza. Lo fa solo Apple? Certo che no. Lo fa Nokia, lo fa Samsung, lo fa Motorola. Costruire telefoni implica uno sforzo tecnologico e ingegneristico incredibile. Però per formulare giudizi si va su YouTube, si sente uno parlare, chissà dove, chissà come, mostrare il cellulare del momento che perde le tacche ed ecco che viene trattato come un testimone oculare, uno scienziato, un esperto. Ma è una persona indipendente, dice qualcuno. Può essere (gli sprovveduti non sanno quanti video su YouTube sembrano di gente qualunque e invece sono imbeccate delle aziende). Ma non sappiamo se la persona è un imbecille, se abita in una zona disgraziata o favorevole alla ricezione, se il suo telefono non è manomesso, se il video non è ritoccato, bla bla bla. Non parliamo di quelli che vanno in giro per una giornata in auto, si fermano qua e là e rilevano il segnale. Paolo Attivissimo, debunker di eccezione che quando parla di Apple diventa bunker come pochi, racconta che è campionamento; stai a vedere che giro la Lombardia a guardare il segnale del cellulare, tiro le conclusioni e valgono anche per la Calabria. La situazione è che un qualunque di Los Angeles gira un video e un altro qualunque di Cupramontana (con rispetto) si chiede se comprare iPhone 4, perché quello di Los Angeles si è fatto un giro attorno a casa propria, dodicimila chilometri fa.

Marketing, immagine, comunicazione: l’evento Apple non è stato organizzato perché i telefoni sono difettosi (prodotto). Dati alla mano, ha lamentato problemi l’1,7 percento dell’utenza. Fisiologico, nessun prodotto industriale funziona al 100 percento. Non si organizza un evento perché 98 cellulari su cento funzionano. È stato organizzato perché è stata gonfiata una questione che esiste da sempre, ma è diventato opportuno parlarne solo in occasione di iPhone 4. Non prodotto ma percezione del prodotto, non realtà bensì percezione della realtà. Marketing, immagine, comunicazione.

Perché è stato gonfiato lo scandalo? Perché, per esempio, fa un sacco comodo ai concorrenti di Apple. Per la linea che cade? Macché, cade a tutti. Per lo schermo Retina Display, per esempio. Nessuno ha uno schermo di qualità paragonabile e adesso, con somma soddisfazione di Nokia e compagnia, nessuno ne parla più. E poi perché parlare di Apple fa bene agli ascolti. È stato citato Consumer Reports, sito americano equivalente grossolanamente al nostro Altroconsumo. Consumer Reports ha dato a iPhone 4 il punteggio massimo ma poi non lo ha raccomandato, per via del death grip. Ohibò: a guardare la classifica dei telefoni presi in esame da Consumer Reports, tutti quelli ai primi posti perdono il segnale. Ma l’unico esplicitamente non raccomandato è iPhone 4.

Viene voglia di vederci chiaro e così uno clicca. Per ritrovarsi davanti al paywall di Consumer Reports: se vuoi vedere i loro giudizi, paghi. Su iPhone 4 tanta gente si è incuriosita e Consumer Reports rilascia le proprie informazioni a pagamento. Se abbastanza gente si incuriosisce, Consumer Reports incassa più denaro. Allora quasi quasi do al telefono di cui parlano tutti un punteggio altissimo e poi non lo raccomando, così parlano di me e mi vengono a visitare e guadagno iscritti… e questa sarebbe, a sentire alcuni, una fonte autorevole. Per soldi si fa qualsiasi cosa, altro che autorevole. E sì che in questo Paese si parla di conflitto di interessi ogni due ore.

La riprova sta negli italianuzzi di Altroconsumo. Il 13 luglio scrivono che iPhone 4 è tranquillamente uno dei telefoni leader del momento. Il 15 luglio diventano diffidiamo Apple dal distribuire il telefonino difettoso. Anche noi, anche noi, un po’ di spazio mediatico anche per noi, parlate un po’ anche di noi, per favore! Marketing, immagine, comunicazione. Fossi abbonato di Altroconsumo (tranquilli, non c’è pericolo, questa è la terza o la quarta che mi passano sotto gli occhi, neanche se pagano loro mi abbono), per un voltafaccia così cancellerei immediatamente la mia iscrizione. Figurati se mi posso fidare di gente che ti dice bianco il martedì e lo fa diventare nero il giovedì.

Per chi sia sopravvissuto fino a qui, quello che si sarebbe dovuto scrivere da persone normali, senza l’isteria da Internet.

Da quello che sembra – intercalare dimenticato da tutti, perché gli iPhone 4 vengono venduti in Italia solo dal 30 luglio e al momento lo hanno in mano pochi fortunati e niente più – l’antenna di iPhone 4 è migliore delle antenne dei concorrenti, ma al prezzo di una maggiore sensibilità del punto debole del telefono, che hanno tutti i telefoni. Questa maggiore sensibilità, novantanove volte su cento, va a vantaggio dell’utilizzo e una volta su cento a sfavore, dove il segnale è debole e la presa della mano è forte. Accorgimenti come una custodia o un pezzo di nastro adesivo risolvono il problema; naturalmente, esistendo il diritto di recesso, si può tranquillamente restituire un iPhone 4 insoddisfacente e fino al 30 settembre Apple regala una custodia a scanso di equivoci. I negozi sono ricolmi di alternative di ogni marca e dunque il diffidente può tranquillamente fare a meno di iPhone.

Io, prima, darei anche un’occhiata allo schermo. E un bel sorso di integratore minerale, perché apparentemente il caldo di luglio ha dato alla testa più del lecito.